Storia

Ci sono casi in cui una cantina riesce a diventare tutt'uno con i vini che produce creando un vero e proprio binomio inscindibile tra cantina e vino prodotto. Si dice Lambrusco? Facile, si risponde Chiarli. Una cantina del modenese nata dall'intuizione, nel 1860, di Cleto Chiarli che decise di investire nella produzione e nella nobilitazione del vino più servito nell'osteria che gestiva in centro a Modena: il Lambrusco.
I risultati non tardarono ad arrivare e all'Esposizione Universale del 1900 a Parigi riuscirono a conquistare la menzione di onore. A fine '800 il Lambrusco Chiarli veniva fatto fermentare in bottiglia mentre dagli anni '50 venne introdotto il metodo Charmat, una tecnologia che permise un ampliamento considerevole della produzione pur mantenendo la qualità della produzione.

Il Lambrusco, considerato per anni il figlio di un dio minore tra i rossi italiani, è attualmente uno tra i vini italiani più interessanti e con un tasso di export in continua crescita.

Provenienza

Emilia-Romagna
Reggiano e Modenese